Per ora accontentiamoci di questo assaggio: Borghezio che dà lezioni di fascismo.
(Tutto ciò è indecente!!!)
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Barry Lyndon:
un film che ha fatto storia
Quando lo vidi per la prima volta, a 15 anni, scrissi:
"Quando sai che il film che stai per guardare è di Stanley Kubrick già ti prepari psicologicamente a guardare qualcosa fuori dal comune, mentre le musiche di Leonard Rosenman e alcuni grandi maestri della musica classica accompagnano la vita drammatica dei protagonisti. La pellicola è ambiantata nell'Inghilterra del Settecento e racconta la storia di un uomo che si rovina la vita giorno dopo giorno, lentamente ed incosciamente, che si immerge in luoghi che dapprima non si sarebbe mai immaginato e che farà cose che poco tempo prima non si sarebbe mai aspettato da se stesso.
L' amore e l'orgoglio lo guidano nel suo viaggio."
Adesso direi solo: "Un capolavoro."
Trama: il giovane irlandese Redmund Barry si trova a fuggire da Dublino, convinto di aver ucciso un ufficiale inglese durante un duello. Dopo essere stato rapinato del poco denaro che aveva con sé, si vede costretto ad arruolarsi prima nell’esercito inglese e riesce ad essere persuaso poi ad allearsi con i prussiani. In seguito, una serie di eventi lo porta a mantenersi giocando d’azzardo e a conoscere l’aristocratica Lady Lyndon, con la quale si sposa una volta morto il precedente marito di lei. Da questo momento, la fortuna gli volta le spalle e il protagonista si confronta con i cupi sentimenti del dolore e della solitudine.
Molti critici collocano “Barry Lyndon” tra i generi cinematografici storico e drammatico. A mio parere, si potrebbe ricollegare persino al genere epico: la storia, ambientata durante la guerra dei sette anni, si incentra sulle peripezie di un giovane il quale però, al contrario dei protagonisti dell’Eneide e dell’Odissea, si presenta come un anti-eroe e un modello da non imitare; senza dimenticare la considerevole lunghezza della narrazione. Infatti, “Barry Lyndon” è degno dell’appellativo di lungometraggio (dura circa 3 ore!).
Per la realizzazione di questo film, tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray “Le memorie di Barry Lyndon”, Kubrick cercò di essere il più realistico possibile: non fece alcun utilizzo di luci artificiali e per le scene notturne o di interni si servì di candele e lampade ad olio. La ricostruzione delle scene e dei costumi è frutto di un minuzioso studio sugli ambienti e le consuetudini attraverso quadri e stampe dell’epoca, che gli valsero i premi Oscar per la miglior fotografia, la miglior scenografia e i migliori costumi.
Le zommate e i grandangoli sono le tecniche di regia chiave di questo film, che ricollegano “Barry Lyndon” ai precedenti lavori del regista.
Forse non adatto alla visione da parte del pubblico di massa, questa pellicola non ha avuto molto successo al botteghino, ma continua ad essere considerato un film dal grande valore artistico apprezzato dalla maggior parte di critici e cinefili.

) di farle una foto con il cartello del nome della città sullo sfondo. Fatto ciò la guardo, con lo sguardo interrogativo, aspettando un segno di assenzo. Con mia grande sorpresa mi guarda negli occhi, spalanca la bocca in un grande sorriso e aprendo le braccia mi bacia e mi abbraccia.

